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DADAMAINO. SEGNI, GRAFIE, SPAZI.

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Fino al 5 ottobre 2025 al MUSMA, Museo della Scultura Contemporanea di MATERA

Il MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera è lieto di presentare la mostra Dadamaino. Segni, grafie, spazi, a cura di Flaminio Gualdoni, negli spazi suggestivi di Palazzo Pomarici, nel cuore dei Sassi di Matera.

La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

I Fatti della Vita (installazione) Firenze 2022, Courtesy Archivio Damaino

Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:

  • Inconscio razionale (1978)
  • I fatti della vita (1978–1982)
  • Costellazioni (1981–1987)
  • Il movimento delle cose (1987–1996)

Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

il Movimento delle Cose, 1993 cm.1300×122, Courtesy Archivio Dadamaino

Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

Il Movimento delle Cose, 1996 cm840x122, Courtesy Archivio Dadamaino

BIOGRAFIE

Dadamaino (1930-2004), pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, è stata un’artista italiana che contribuì attivamente ai movimenti dell’avanguardia artistica milanese degli anni cinquanta con le sue ricerche geometrico-percettive. Nei primi anni Cinquanta Dadamaino è attratta dalla pittura e dipinge da autodidatta, per lo più vasi di fiori. Conosce l’opera di Lucio Fontana vedendo per caso un Concetto spaziale blu e viola con lustrini esposto in un negozio di elettrodomestici a Milano. Da questo momento Dadamaino fa partire la propria storia artistica e nel 1956 esordisce nel mondo dell’arte partecipando al Premio di Pittura “Cesare da Sesto” a Sesto Calende. In questo periodo la giovane artista inizia a farsi chiamare Eduarda, da cui deriva il diminutivo Dada. Inizia a frequentare il Bar Jamaica, centro dell’avanguardia milanese, dove conosce, tra gli altri, Piero Manzoni, i fotografi Giovanni Ricci e Uliano Lucas. Il 31 maggio 1958 inaugura la sua prima mostra personale alla Galleria dei Bossi di Milano a cura di Angel Vargas. Il 21 agosto 1961 nasce il “Gruppo Punto” fondato da Dadamaino, Antonio Calderara, Nanda Vigo, Kengiro Azuma, Hsiao Chin e LI Yuen-Chia, il cui ispiratore è Lucio Fontana. Sul finire degli anni ’60 Dadamaino allenta la propria attività artistica, maturando un sempre maggiore interesse per i fatti politici di quegli anni. Nella prima metà del 1970 Dadamaino si dedica a studi sistematici per la Ricerca del colore in cui utilizza i sette colori dello spettro ricercando il cromovalore medio tra questi – oltre che il bianco, il nero e il marrone (dieci colori). Nel 1976 Dadamaino concepisce l’Alfabeto della mente: rimasta profondamente colpita dall’eccidio di palestinesi raccolti nel villaggio libanese di Tall el Zaatar, inizia a tracciare piccoli segni che descrivano la sua protesta impotente. Segni verticali e orizzontali si alternano in maniera ossessiva, una sorta di “h” muta, che tende a riempire completamente lo spazio bianco del foglio – che si sviluppano fino a creare una sorta di alfabeto illeggibile e personale. Tele e fogli sono invasi da questi grafemi, senza soluzione di continuità. L’artista lavora a mano libera, con una penna, ripetendo un solo segno per superficie senza legarlo agli altri. Il 13 aprile 2004 Dadamaino muore a Milano dopo un periodo di malattia. Le sue ceneri riposano nel piccolo cimitero di La Maddalena, frazione di Somma Lombardo, accanto alle spoglie dei genitori.

Flaminio Gualdoni (1954) è un critico d’arte, storico dell’arte e museologo italiano. Dal 1980 insegna storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Dal 1988 al 1994 ha diretto la Galleria Civica di Modena, dal 1995 al 1999 i Musei Civici di Varese, nel 2005 e 2006 la Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano. È stato commissario alla 44ª Esposizione internazionale d’arte di Venezia, 1990 e membro del comitato scientifico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e dell’Archivio Manzoni. Ha curato, tra le altre, le mostre museali di Vasco Bendini, Osvaldo Licini, Gastone Novelli, Giuseppe Capogrossi, Salvatore Scarpitta, Mario Mafai, Jean Fautrier, Lucio Fontana, Enzo Cucchi, Urs Lüthi, Jaume Plensa, George Grosz, Piero Manzoni, Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Giacomo Manzù, Massimo Campigli, Leonardo Cremonini, André Villers, Antoni Tàpies, Meret Oppenheim, Shimizu Tetsuro. Dal 1985 collabora alle pagine culturali del Corriere della Sera e dal 2006 tiene la rubrica Il criptico d’arte in Il Giornale dell’Arte. Tra il 2003 e il 2009 dirige la rivista FMR fondata da Franco Maria Ricci e nel 2007 fonda La rivista FMR Bianca. Ha collaborato con rubriche d’arte a Il Giorno, La Domenica del Corriere, Italia Oggi, Gente, Rai Radio 2, Rai Radio 3. Per la trasmissione Appunti di volo di RAI Radio 3 nel 2002 gli è stato assegnato il Premio Venezia alla Comunicazione in occasione del 6º Salone dei beni e delle attività culturali, Venezia. È stato tra i fondatori del gruppo epidemiC con il quale ha partecipato nel 2001 a D.I.N.A., Salara, Bologna; 49ª Esposizione Internazionale d’Arte. Platea dell’umanità, Esposizione internazionale d’arte di Venezia, Venezia; El cuerpo del arte, I Bienal de Valencia; nel 2002 a I love you, Museum für Angewändte Kunst, Francoforte; nel 2003 a Ars Electronica Festival, Linz, e Transmediale, Berlino; nel 2005 a Connessioni Leggendarie Net.Art (1995-2005), Mediateca di Santa Teresa, Milano. Nel 2024 è stato nominato Accademico Cultore dell’Accademia nazionale di San Luca.

La mostra sarà visitabile fino al 5 ottobre 2025,

Orari apertura: dal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alla 20.00.

SCHEDA TECNICA

TITOLO: DADAMAINO. SEGNI, GRAFIE, SPAZI

ARTISTA : Dadamaino

A CURA DI: Flaminio Gualdoni

INAUGURAZIONE ad INGRESSO GRATUITO: 5 luglio h 18:30

DATE: fino al 5 ottobre 2025

DOVE: Palazzo Pomarici (MUSMA),Via San Giacomo, Sasso Caveoso – Matera

PROMOSSO DA: Musma

IN COLLABORAZIONE CON: Archivio Dadamaino, Mirad’or Galleria d’arti

CON IL PATROCINIO: Comune di Matera, Fondazione Zetema

INFORMAZIONI: T. 3669357768 – 3883473702E: info@musma.it

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