Due recenti rassegne internazionali confermano l’importanza di forme espressive che sono in grado di raccontare culture e Paesi —— di Marco Lago
Affascinare l’occhio, per colpire la mente. Questo è il fine intrinseco della grafica artistica; un’arte ingiustamente definita minore, che, dopo un declino lento e costante nel Novecento, sta ora vivendo un rilancio.
A testimoniare che la grafica è un’attività adatta al nostro tempo è il recente proliferare di esibizioni, performances, mostre e concorsi. Tra questi vanno sicuramente citate la Mini Print Internazionale di Cadaques, in Spagna, la Milano Graphic Art, la Torino Graphic Days e la Biennale Global Print di Douro, in Portogallo.
Recentemente si sono svolte due interessanti rassegne internazionali in Veneto. Si tratta della MiniPrintPaese, che si è tenuta a Paese, in provincia di Treviso, e della Mirror Face to face di Caldogno, Vicenza, che è giunta quest’anno alla sua quarta edizione.
A Paese, nella già di per sé interessante villa Panizza, sono state esposte 239 opere di artisti di cinque nazioni: Italia, Spagna, Estonia, Svizzera e Romania. A Caldogno, invece, nell’omonima villa, sono stati presentati lavori di sessanta artisti, italiani e portoghesi. Qui, nelle tre esposizioni precedenti, a fianco dei grafici italiani ce n’erano di Macedonia, Estonia e Cile.
Per quanto riguarda l’edizione 2019 di Mirror Face to face, va subito detto che essa ha permesso di scoprire alcuni dei tesori grafici che il paese ospite sta esprimendo. Andando ben oltre la visione, tra il romantico e lo stereotipato, di nazione a margine dell’Europa neolatina sospesa in una fascinosa decadenza ed intrisa della nostalgia di un passato irripetibile di avventure marinaresche, il Portogallo è apparso davvero essere, come nella parabola di Saramago, una zattera di pietra alla deriva fra mondi e culture, come quelli dell’Africa, del Sudamerica e delle terre che emergono nel quasi infinito oceano. Un natante respinto ed attratto dal cortile europeo.
Il piccolo e l’infinitamente grande, il fatalismo ed il desiderio, la realtà ed il sogno, l’identità meticcia e la sofferta subalternità convivono senza elidersi nella cultura e nell’arte di un Paese del cui apporto e afflato ha quanto mai bisogno quest’Europa. Anche nell’ambito della grafica d’arte, il panorama portoghese è alquanto variegato, aperto ad influssi eterogenei e ad innesti vitali. Non a caso, la Biennale Internazionale di Grafica di Douro, la più importante del Paese e tra le maggiori al mondo, è tradizionalmente una preziosa occasione di confronto internazionale, oltre che una grande festa comunitaria. Un’occasione di confronto che si è ripetuta nell’ambito di Mirror Face to face.
Entrambe le rassegne venete sono state curate da Valeria Bertesina, con la collaborazione del comune di Paese, il Club for Unesco di Vicenza, il Museo di Douro e con il supporto di Qu.Bi Gallery di Vicenza e del Liceo Artistico statale “Antonio Canova”. La mostra di Caldogno è stata accompagnata da un catalogo edito da Nerocromo di Caosfera Edizioni.
“Questi progetti sono stati pensati con la prospettiva di garantirne una continuità nel futuro”, racconta la curatrice. Gli artisti sono stati invitati a proporre al pubblico la propria opera, favorendo il confronto sulla stampa d’arte attraverso temi, tecniche e prospettive interpretative differenti. “Nella grafica, lo spazio si fa segno e il segno si fa spazio, non bisogna considerarla una forma d’arte minore, ma nobile e dinamica”, ha spiegato il critico Antonio Carradore. “Pur essendo un’arte limitata dalla stampa, la grafica possiede un intrinseco slancio verso la grandezza, la libertà; il suo scopo è mettere in luce immagini, che sono indefinibili spunti, per creare emozioni”. La grafica, dunque, è un mondo piccolo che pensa in grande. Ed a chi la taccia di scarsa originalità, Carradore immediatamente replica: ”L’originalità è un falso problema, poiché l’uomo vede, rivede, cita, rielabora, rifà quello che osserva”. A margine delle due Rassegne era presente anche la MiniPrint Exchange, in cui artisti minori hanno potuto esporre i loro lavori e scambiarseli fra loro.
Grafica come nuova frontiera
Alcune delle opere esposte a MiniPrintPaese e Mirror Face to face.
