La prima asta della Fondazione Charlemagne per contrastare esclusione sociale e marginalità a Roma. 36 opere di maestri dell’Ottocento e Novecento battuti in asta il 21 ottobre per finanziare progetti di riqualificazione urbana
È stata inaugurata il 15 ottobre presso la Casa d’Aste Arcadia di Roma, con il patrocinio del Comune di Roma, la prima asta d’arte a sostegno del programma comunitario Periferiacapitale: si tratta di 36 opere straordinarie, eredità della Fondazione Charlemagne, il cui ricavato sarà destinato al sostegno di progetti di rigenerazione urbana e partecipazione all’interno del programma Periferiacapitale.

Tra le opere di maestri dell’Ottocento e Novecento nel catalogo dell’asta, figurano due meravigliosi quadri di Renoir, “Jeune femme au Corsage Rouge et au Chapeu Jeune” e “Tête de femme”. E poi opere di Soutine, Utrillo, Bonnard, Boudin, Ernst, Picasso e Hokusai: un’eredità che diventa strumento di solidarietà per sostenere chi, nei quartieri più fragili della capitale, costruisce quotidianamente comunità e partecipazione.
“Roma è una città complessa e i contesti periferici sono spesso narrati in modo riduttivo – spiega Stefania Mancini, Presidente di Fondazione Charlemagne – dando poco spazio all’ostinazione, al coraggio e alla creatività delle comunità che ci vivono e che rispondono alle sfide di creare comunità. L’asta che la Fondazione organizza rappresenta un ulteriore tassello a sostegno di una filantropia che decide di ascoltare i territori e con essi di collaborare per condividere una visione di lungo periodo che dia spazio a una città più solidale e meno fragile.”

Il programma comunitario “Periferiacapitale” si dedica infatti alla città di Roma e alle sue comunità, ascoltandole e valorizzandole. Rendere i territori più inclusivi e solidali, accompagnando le energie sociali presenti e radicate nei quartieri della città, è l’obiettivo del programma: in cinque anni ha affiancato oltre cento realtà territoriali presenti in tutti i Municipi di Roma, impegnate nella promozione di partecipazione attiva, mutualismo e giustizia sociale.
La mostra fotografica
La mostra “Giovani, il respiro di Roma” , che è stata inaugurata contestualmente all’asta, nasce dalla volontà della Fondazione Charlemagne di raccontare per immagini il potenziale generativo dei territori in una città complessa e stratificata come Roma. Il terriccio sabbioso di un campo da calcio tra i grandi palazzi di cemento di Pietralata; i graffiti sul tetto di un parcheggio dietro la Stazione Tuscolana; la piccola chiesa in legno costruita tra le casette alla foce del fiume Tevere; le rovine di un mausoleo romano a ridosso della Prenestina; i campi da basket alle porte dello storico quartiere di San Lorenzo. Lo sguardo del fotografo Francesco Cabras attraversa cinque realtà radicate nelle periferie romane e restituisce l’immagine di una metropoli che, dal basso, rinnova ogni giorno la volontà di trasformarsi oltre stereotipi e luoghi comuni.

Informazioni pratiche:
Le opere all’asta e la mostra fotografica saranno visibili al pubblico in un’esposizione presso la sede di Arcadia da giovedì 16 a domenica 19 ottobre, dalle ore 10 alle 19, e lunedì 20 ottobre, dalle 10 alle 13.30: Casa d’Aste Arcadia, Corso Vittorio Emanuele II, 18 Roma. Orari asta: tornata unica, 21 ottobre ore 18.30.
Per informazioni:
Il programma Periferiacapitale: https://www.periferiacapitale.org/Catalogo dell’asta: CAPOLAVORI DA COLLEZIONE | École de Paris, Avanguardie del Novecento e Antichi Maestri. – Calendario aste – Casa d’Aste Arcadia
Dare dignità alla persona sempre e ovunque
La Fondazione Charlemagne
“È con soddisfazione che la Fondazione Charlemagne ha preso coscienza dell’importante numero di interventi effettuati in vari luoghi del mondo, facendo nascere speranze e migliori condizioni di vita laddove le condizioni sociali ed economiche erano particolarmente difficili, con il protagonismo delle persone, delle risorse locali, umane e materiali delle aree assistite. La Fondazione Charlemagne ha ricevuto numerose testimonianze di stima e fiducia che sono la migliore conferma ed il più bell’incoraggiamento a proseguire nel suo lavoro, non perdendo mai di vista lo spirito di laicità, tolleranza e comprensione che animano la sua azione dagli inizi.
La Fondazione si propone di proseguire sulla strada scelta con sempre maggiore convinzione, efficacia e senso di solidarietà umana”.
Un ricordo di Françoise Rousseau, fondatrice della Fondazione Charlemagne
Nel 1998, Françoise Rousseau decise di dare forma stabile e continuità alle molteplici iniziative di solidarietà portate avanti da lei individualmente nel corso degli anni. Nacque così la Fondazione Charlemagne: autonoma, indipendente e aconfessionale.
Françoise Rousseau desiderava contrastare l’esclusione sociale e le disuguaglianze; nominava le povertà al plurale, poiché riconosceva il loro manifestarsi in molteplici forme; temeva l’avanzare delle discriminazioni sociali e la miopia dei sistemi economici incapaci di tutelare la dignità delle persone. Il suo pensiero andava ben oltre i confini dell’Italia, e fu alimentato da un forte senso di libertà intellettuale.
Scelse il nome della Fondazione per ricordare la Ecole èlementaire d’application
Charlemagne di Nancy, nel cuore della regione francese della Lorena, dove trascorse gli anni formativi, plasmata da modelli pedagogici innovativi e inclusivi che avrebbero segnato il suo pensiero e operato.
Oggi, fedele alla sua eredità, la Fondazione Charlemagne promuove la dignità umana attraverso oltre 1400 progetti realizzati in Italia e all’estero, sostenendo realtà e comunità impegnate nel cambiamento sociale. Accompagna le organizzazioni del terzo settore e della società civile per sostenere il loro ruolo di corpi intermedi, per affermare il principio di sussidiarietà e sollecitare una responsabilità organizzata per una vera giustizia sociale.
Per far ciò, nel tempo, la Fondazione si è avvalsa di un piano di sinergia con le organizzazioni del mondo del non profit e ha coltivato e alimentato alleanze di carattere filantropico ed istituzionale, con l’intento di affermare percorsi di sviluppo sociale che siano centrati sui diritti delle persone.
Sinergie filantropiche, percorsi di comunità e solidarietà internazionale sono le tre grandi direttrici lungo le quali si articolano le sue attività.
