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Margherita Serra. Stringimi?!

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Ideata e coordinata da Massimiliano Capella

con un testo di Martina Corgnati

Fondazione Paolo e Carolina Zani, Cellatica (Brescia)

13 dicembre 2026 – 28 febbraio 2027

Un indumento che contiene il corpo, ne sostiene le forme e ne definisce i contorni, oscillando tra costrizione e seduzione, protezione ed esposizione. È il corsetto il protagonista di Stringimi?!, la mostra dedicata a Margherita Serra, ospitata alla Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica (BS) dal 13 dicembre 2026 al 28 febbraio 2027.

Margherita Serra, Corsetto, marmo rosa del Portogallo, cm. 123 x cm. 83 x cm. 40, 2020.

Ideata e coordinata da Massimiliano Capella, con un testo di Martina Corgnati, la mostra presenta 28 corsetti realizzati tra il 2002 e il 2020 in marmo, maiolica, vetro e terracotta, ripercorrendo le diverse declinazioni di una ricerca che, a partire dal 2000, pone al centro dell’indagine artistica di Serra (Brescia, 1943) questo oggetto emblematico della storia dell’abbigliamento e della rappresentazione del corpo femminile.

Margherita Serra, Corsetto, Marmo bianco di Carrara, cm. 134 x cm. 95 x cm. 73, 2019.

Il titolo Stringimi?! racchiude l’ambivalenza del corsetto: il desiderio di essere accolti e sostenuti convive con il dubbio che la stessa forma possa contenere e limitare. Un’esclamazione e una domanda che restituiscono la complessità di un oggetto capace di evocare, ancora oggi, significati diversi, tra scelta e convenzione, intimità e rappresentazione.

Per Margherita Serra, il corsetto diventa il punto di partenza di una ricerca che attraversa la storia della femminilità e le possibilità espressive della scultura. L’artista trasforma un indumento tradizionalmente morbido e flessibile in una presenza solida e permanente: rende pesante ciò che ci si aspetta leggero e pieno ciò che dovrebbe essere vuoto. Il corpo scompare, coincidendo con l’abito, che acquista autonomia e si offre allo sguardo come forma scultorea. Come scrive Martina Corgnati nel testo che correda la mostra: «Emerge l’evidenza di un nucleo creativo scaturito da un vuoto, l’impronta di un corpo assente che prepara, accoglie e nutre tutte le epifanie che sarebbero arrivate in questi decenni».

Il primo corsetto in marmo di Carrara, Femminilità 2000, nasce in occasione di una mostra antologica e viene acquisito dallo storico marchio italiano di lingerie La Perla. Da quel momento il corsetto diviene un soggetto centrale nella ricerca dell’artista, che ne esplora le possibilità attraverso materiali e soluzioni formali differenti.

Dopo due anni di studio e sperimentazione, Serra introduce una sottogonna in ferro. Composta da semicerchi metallici sovrapposti, raccordati da stecche verticali e diagonali, la costruzione richiama una gabbia, ma i vuoti e l’apertura posteriore consentono di attraversarla. Il confine si trasforma così in uno spazio abitabile, nel quale il rapporto tra contenimento e libertà rimane aperto.

Margherita Serra, Corsetto, Marmo nero del Belgio, cm.128 x cm. 88 x cm. 53, 2006.

Il percorso espositivo segue le trasformazioni della ricerca attraverso i materiali. Accanto alla luminosità del marmo bianco di Carrara, il marmo del Portogallo introduce sfumature che vanno dal rosa pallido al cipria e al salmone, richiamando le tonalità dell’incarnato. Si aggiungono il marmo nero del Belgio, la ceramica di Grottole e il cristallo di Murano, anche nelle varianti bianca e rubino, filigranate e arricchite d’oro zecchino. La solidità della pietra, la delicatezza del vetro e la ricchezza decorativa della ceramica ampliano le possibilità espressive del corsetto, trasformandolo in una forma autonoma che conserva la memoria del corpo assente.

Margherita Serra Corsetto cristallo, Cristallo di Murano bianco e sabbiato,
cm 36 x cm. 27 x cm. 12, 2007.

Nel percorso permanente della Casa Museo Zani, all’interno del guardaroba, è inoltre esposto Il Corsetto per Cleopatra, opera in maiolica del 2008. Circondata dalle ante di un paravento cinese laccato della metà del XVII secolo, trasformato in una preziosa quinta teatrale, la scultura si ispira al dipinto di Carlo Maratta Cleopatra che scioglie la perla, conservato presso il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma. Il dialogo tra le opere intreccia storia dell’arte, ornamento e rappresentazione.

Margherita Serra Corsetto, ceramica di Grottole, cm.19 x cm. 26 x cm. 13, 2018.

Tra sostegno e costrizione, desiderio e limite, i corsetti di Margherita Serra, memori anche delle parole che Gillo Dorfles ha lasciato sull’artista, capace di: «Piegare il marmo fino a trasformarlo in “biancheria intima”. Dove il “bianco” è ovviamente presente anche nel marmo, mentre “l’intimo” si è trasformato in “corazza”, non più nascosta sotto la finzione dell’abito, ma consolidata e metamorfosata in contenitore, argine, sostegno».

Margherita Serra, Corsetto cuore, tecnica mista, cm. 70 x cm. 100, 2020.

Biografia di Margherita Serra

Margherita Serra nasce a Brescia il 17 maggio 1943. Attiva nel panorama artistico dalla metà degli anni Sessanta, si forma al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Carrara e consegue la laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Vive e lavora tra Brescia e Carrara, mantenendo un profondo legame con Matera, città d’origine della sua famiglia, il cui paesaggio rupestre, la materia della pietra e la stratificazione della memoria costituiscono un riferimento importante nella sua sensibilità.

La sua produzione comprende disegni e sculture realizzati in marmo, bronzo, legno, vetro di Murano, ferro, acciaio e tecniche miste. La formazione architettonica si intreccia con una costante sperimentazione plastica, in una ricerca che indaga le relazioni tra materia, spazio, corpo e identità. 

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, consolidando una presenza che attraversa istituzioni museali, gallerie e contesti culturali internazionali. Tra le principali esposizioni si ricordano la mostra al Forte Spagnolo dell’Aquila nel 1990; Metafore del corpo, presentata nel 1994 ai Musei Comunali di Rimini e a Palazzo Ducale di Mantova; sono del 1997 la personale alla Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Termoli e del 2000 la mostra antologica presso la Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate.

Nel 2004 presenta Corsetti e dintorni a Villa delle Rose, a Bologna, in una mostra curata da Martina Corgnati e accompagnata da un catalogo con contributi critici di Luciano Caramel e Gillo Dorfles. Nel 2005 espone alla Camera Nazionale della Moda Italiana a Milano, in un contesto che favorisce il dialogo tra ricerca plastica, cultura del progetto e linguaggi della moda. Nel 2008 il Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma ospita Corpi segreti, mostra personale di Margherita Serra curata da Luciano Caramel, dedicata alla ricerca sul corpo e sul corsetto, accompagnata da un prezioso catalogo con contributi di storici dell’arte tra i quali spiccano Claudio Strinati e Martina Corgnati. 

Nel 2012 Margherita Serra espone Corpi segreti presso SpazioSculptureArt a Matera, in una mostra curata da Gillo Dorfles. Nello stesso anno partecipa a un’esposizione presso i Museums der Marktgemeinde di Innsbruck e riceve il Premio Rabatana a Tursi.

La dimensione internazionale assume particolare rilievo nelle esperienze maturate negli Stati Uniti. Nel 2010 Serra entra a far parte della Sculptors Guild di New York, storica associazione dedicata alla scultura contemporanea. Nel 2011 un suo Corsetto viene presentato e acquistato da Saks a New York, in un dialogo tra arte, moda e design. Nel 2013 inaugura una mostra personale presso la Sculptors Guild Gallery di New York; Nel 2016 le opere di Margherita Serra vengono presentate all’Italian American Museum di New York, dove oggi fanno parte della collezione permanente. Nel 2018 tiene una mostra personale presso Artifact Gallery, sempre a New York. A queste esperienze si affianca la partecipazione, nel 2010, alla mostra Corsé de Rosalía de Castro presso il Museo de Arte Contemporánea de la Costa da Morte, a Corme, in Spagna. La presenza in contesti espositivi diversi contribuisce a delineare un percorso internazionale fondato sul confronto tra linguaggi, materiali e sensibilità culturali.

Accanto all’attività espositiva, Margherita Serra ha realizzato numerose opere destinate a spazi pubblici, istituzioni, musei e luoghi di culto, sviluppando una ricerca che intreccia scultura, architettura e dimensione commemorativa e spirituale. 

La sua attività comprende anche importanti interventi in ambito istituzionale. Nel 1999 Serra vince due concorsi nazionali indetti dal Ministero dei Lavori Pubblici, con opere destinate alle caserme dell’Arma dei Carabinieri di Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, e di Portici, in provincia di Napoli. Nell’insieme, queste realizzazioni evidenziano la versatilità di una ricerca capace di misurarsi con scale e destinazioni differenti, dalla dimensione monumentale alla scultura per gli spazi architettonici, mantenendo centrale il rapporto tra forma, materia e significato.

Profondamente legata a Matera, nel 1993 Serra riceve uno spazio nei Sassi destinato all’attività artistica e culturale. Dal 2007, attraverso SpazioSculptureArt, promuove mostre e occasioni di confronto tra artisti italiani e internazionali, mettendo gratuitamente a disposizione spazi espositivi e contribuendo alla circolazione delle esperienze artistiche. 

Nel 2002 riceve la cittadinanza onoraria di Bernalda per l’opera monumentale Élan, Slancio vitale. Tra i riconoscimenti successivi figurano il Premio Eunomia nel 2004, il Premio Rabatana nel 2012 e il Premio Torre d’Argento nel 2013. Dal 2008 è membro dell’Associazione Nazionale Le Donne del Marmo, con sede a Verona, e dal 2010 della Sculptors Guild di New York. Nel 2024 riceve il Premio della Brescianità e il Premio Donna del Marmo.

Il suo percorso è documentato da numerose monografie, cataloghi e pubblicazioni critiche.

Scheda della mostra

Titolo Margherita Serra. Stringimi?!

Ideata da Massimiliano Capella

Sede Sala Esposizioni Fondazione Paolo e Carolina Zani,

Via Fantasina 8, Cellatica (BS)

Date 13 dicembre 2026 – 28 febbraio 2027

Orari martedì-venerdì, ore 9-13. Sabato-domenica, ore 10-17

Ingresso biglietto unico giardino e sala espositiva: 12 euro

Info al pubblico www.fondazionezani.com – 030.2520479

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